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domenica 1 settembre 2013

La fine dell'estate e il soldatino di stagno

Non aggiorno il Blog da un pezzo, ma visto che credo di essere il solo a leggerlo per il momento non dovrebbe essere un problema. Quest'estate inoltre avevo un accesso limitato al Web trovandomi con un netbook privo di pennetta per Internet e con un parente il cui WI-FI funzionava un giorno sì e gli altri tre no, e credo che ciò possa essere considerato un'attenuante.

   Comunque, dopo aver terminato la parentesi Estate, con tutti i suoi pro e contro e il magnifico matrimonio di mia cugina che mi ha tenuto al Sud per diverse settimane, sono ritornato a casa, nella mia realtà fatta di impegni universitari che minacciano di travolgermi e altri impegni di scrittura auto-impostomi a cui spero di poter dedicare il (poco) tempo libero a disposizione.

   Per chi si domanda cosa c'entri tutto questo col soldatino di stagno nel titolo, si tratta di una delle fiabe che mi ha accompagnato durante la mia infanzia, di cui addirittura possedevo un album (credo) illustrato oramai perduto. La storia in breve parla di un soldatino di stagno, parte di una serie di venticinque, a cui mancava una gamba perché forgiato con lo stagno avanzato di un cucchiaio, che si innamora di una ballerina che fa parte dei giocattoli dei loro proprietari. Il soldatino finisce per attraversare varie peripezie, e il finale non ve lo dico nel caso in cui vi venisse voglia di leggerla.
   Ora, il ricordo della fiaba e la scoperta che un tale di nome Luca Tarenzi ha scritto un romanzo breve dal titolo Il sentiero di legno e sangue, che è una rivisitazione di un'altra fiaba che adoravo da bambino (il buon Pinocchio), mi ha suscitato il desiderio di farlo anch'io, e come a venirmi incontro il ricordo del soldatino di stagno si è fatto largo nella mia mente, chiedendo di essere rivisitato. Le idee che mi sono venute in mente al momento sono una sfilza di avvenimenti anche sconnessi tra loro di quel poco che mi ricordo della fiaba, che dovrò rileggere per necessità, quindi per il momento non svelerò nulla.
   Forse una volta terminata la manderò anch'io ad Asengard. Chissà se vorranno pubblicarla, come hanno fatto con quella di Tarenzi, che comunque pare essere un lavoro di qualità. Per fortuna c'è ancora gente che sa come scrivere fantasy (in questo caso New Weird).



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